La Barga di Giovanni Pascoli nelle tele di Umberto Vittorini

Umberto Vittorini nelle collezioni privateLa Barga di Giovanni Pascoli nelle tele di Umberto Vittorini. Resta aperta anche nel fine settimana la mostra “Umberto Vittorini nelle collezioni private. Tradizione e modernità nella pittura di un maestro del Novecento” alla Fondazione Ricci Onlus di Barga (via Roma, 20), dedicata a uno dei Maestri del Novecento le cui opere si trovano nei musei d’arte moderna di Roma e Milano, che dette forma e colore ai soggetti e ai luoghi che cantava Giovanni Pascoli.

Proprio i giorni in cui, a San Pellegrino in Alpe, si tengono le celebrazioni pascoliane, a Barga è visitabile la mostra che costituisce un tutt’uno con la poetica dell’allievo e amico di Carducci.

Umberto Vittorini - Barga, 1957, acquerelloIl nascere e il definirsi in Valle del Serchio tra gli ultimi anni dell’Ottocento e la vigilia delle prima guerra mondiale di una ricca cultura figurativa – spiega la curatrice della mostra e presidente della Fondazione Ricci, Cristiana Ricci – è riconducibile alla presenza a Castelvecchio di Giovanni Pascoli”. Figura carismatica e persuasiva, il poeta si trasferì in val di Serchio nel 1895 insieme alla sorella Maria, trovandovi il suo ‘paese dell’anima’, il paesaggio incantevole e solitario capace di ispirare la semplicità dei suoi canti. In diverse forme e intensità tutti gli artisti gravitanti nella zona ne furono influenzati: le suggestioni create dalla poesia del maestro e la serie dei collegamenti stabiliti dal romito di Castelvecchio con personalità della cultura e dell’arte italiana, favorirono il nascere, nel breve volgere di anni tra la fine dell’Ottocento e la vigilia della Prima guerra mondiale, di una raffinata cultura letteraria e artistica, in cui i nomi di Alberto Magri, Adolfo Balduini, Giovan Battista Santini, Bruno Cordati, Umberto Vittorini costituiscono un ideale Pantheon.

Umberto Vittorini - Coreglia, 1941, olio su tavolaLe belle parole di Umberto Sereni tratteggiano bene lo spirito dell’epoca: “La gioventù del tempo fu pascoliana: adottò la poesia come strumento supremo della conoscenza; maturò uno stato d’animo nel quale fondevano gli sgomenti per il mistero eterno, i tormenti e gli interrogativi sul destino dell’uomo e del mondo, i lenitivi della poesia come arma che gli uomini hanno per conquistare l’eternità”.

Vittorini, che a Barga è nato, è poi cresciuto a Pisa, città di provenienza del padre dove ha studiato e lavorato. Ma ha poi scelto di riposare a Sommacolonia, il luogo dove aveva trascorso l’infanzia. E sono Barga e Pascoli a regalargli in senso del paesaggio e la poesia della natura che permea molta parte della sua opera.

L’esposizione, che ha il patrocinio del Comune di Barga e il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, offre al visitatore la visita di circa 100 opere (fu pittore assai prolifico), ripercorrendo i luoghi di Vittorini da Barga a Pisa, passando da Milano e dalla Versilia. La mostra è visitabile a ingresso libero sabato e domenica con orario 10-12 e 16-19, martedì dalle 10 alle 12 e venerdì dalle 16 alle 19, fino a sabato 27 agosto.

Per informazioni: Fondazione Ricci Onlus, Via Roma, 20 – Barga (Lucca); 0583/724357; fondricci@iol.it; www.fondazionericcionlus.it